IL REGALO DELLO SCRITTORE DAVIDE SAPIENZA PER ATLANTIDE GEO TREK

Aggiornamento: 21 dic 2021

Onorati e commossi per questo testo
che ha proprio noi come destinatari.


PROSPETTIVA ATLANTIDE

Davide Sapienza

Mi trovavo in Luxembourg quando Chiara Laudicina mi scrisse un messaggio breve, ma molto emozionante. Aveva letto Il Geopoeta. Avventure Nelle Terre Della Percezione mio libro di chiusura di un lungo ciclo di scritture: nelle righe di quel messaggio c’era qualcosa che andava aldilà del suo (graditissimo) apprezzamento. Oltre quell’orizzonte c’era il seme di una collaborazione e di un’amicizia che mi ha portato a compiere un viaggio nella Sicilia Occidentale nel mese di ottobre del 2021. Un viaggio nato dalla sua visione, incentrato sulla prima iniziativa della neonata associazione Atlantide Geo Trek e che ha toccato la vena madre delle mie radici, della mia discendenza paterna: la magnifica isola del Mediterraneo. Del cammino geopoetico Prospettiva Zingaro, questo sito e le pagine social dell’associazione e di Chiara vi hanno ampiamente raccontato. L’esperienza è stata talmente importante e profonda che ancora adesso è difficile riuscire a prendere quei lembi di bellezza che sventolano nella brezza del mare e della montagna e ripiegarli, dandogli una forma fissa nel tempo: quell’esperienza sta ancora lavorando, come e più di poche altre, nella mia mente. E’ quello che mi è capitato grazie a Chiara e a Giacomo Criscenti, fondatori di Atlantide Geo Trek, anime libere che mi sembra di conoscere da un tempo molto profondo, un tempo che è alle radici del mio sentire genetico.

Il viaggio ci ha poi portato a camminare insieme sull’isola di Marettimo. E lì, grazie a Chiara, ho potuto constatare che Atlantide esiste davvero. L’isola delle Egadi più “lontana” dall’Isola Sicilia ha così catturato immagini che rendono quel particolare viaggio come un unico grande giorno, uno di quelli che la vita sa donarci, nel suo essere così simile a un bagliore stellare. I giorni grandi sono quelli in cui il desiderio si placa, ogni cosa è simultanea, la macchia mediterranea e la vita calcarea si innalzano e si distendono, come onde nel mare, che non sai da dove vengono né dove sono dirette, come il vascello che conduce ad Atlantide, senza mai darti le coordinate per poter ritornare a tua scelta. Tutto questo a Marettimo si muove in una danza di rilievi, crinali, grandi estensioni verdi e fiorite, cale nascoste o semplicemente immaginate dal sentiero condiviso nel silenzio, con sguardi complici e sorrisi di intesa, sentieri che risuonano come un moderno dialogo con l’arcaico salmodiare di uno spazio che non è “isola” – uno spazio che risale dalla conversazione serena degli abissi con il vento, senza rotte, senza confini, dove i passi ti fanno sentire parte di un tutto molto più grande, che ti fa scoprire che Atlantide è un veliero invisibile sul cui ponte stai camminando per provare ancora una volta a raggiungere un orizzonte sconosciuto. Marettimo è un vascello di roccia, piante, fiori, esseri umani e animali, sogni, il cui sartiame è composto da tracce che, in qualche fugace apparizione, ti danno la certezza di poter governare questo misterioso veliero, sulla quale abbiamo compiuto insieme un viaggio, seguendo semplicemente la rotta del vento. Guidati così, nel nostro andare, semplicemente dal respiro di essere – guidati, così, nel nostro andare, semplicemente dal lessico della luce e del vento. Non so se da quella giornata sono mai uscito, ma ricordo che, nel pomeriggio, ripartendo, dentro di me sentivo lo scroscio di All Things Must Pass di George Harrison levigare la mia memoria fresca: «l’alba non dura tutta la mattina/ un rovescio non dura tutto il giorno...Ogni cosa deve finire, ogni cosa passa e se ne va. Il tramonto non dura tutta la notte/ Una mente può portare via quelle nuvole...Ogni cosa deve finire, ogni cosa passa e se ne va». Grazie Atlantide: chiunque tu sia, ovunque tu navighi, per esserti fatta vedere da due persone in cammino, in un giorno d’autunno.













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